#OGGIPROTAGONISTITOUR

Storyteller

Tra gli obiettivi del Tour #OggiProtagonisti c’è la volontà di fornire ai giovani esempi e modelli positivi a cui ispirarsi.

Ad accompagnarci nel tour, in rappresentanza delle nuove generazioni, cinque giovani storyteller che racconteranno questa esperienza dal loro punto di vista aiutandoci a far emergere la “storia” di quello spaccato generazionale che vogliamo sia protagonista, oggi!

Ascolteremo le storie di chi dopo un fallimento è riuscito a trovare la propria strada e di chi grazie al programma europeo Erasmus+, o tramite altri strumenti messi in campo dal Governo, ha costruito il suo percorso e trovato un’occupazione che lo soddisfa.

Stefano Di Cristo 

Mi chiamo Stefano Di Cristo, ho 23 anni e sono nato a Frosinone ma vivo a Roma, per motivi lavorativi dei miei genitori, da quando ho 1 anno. I miei genitori e tutti i miei parenti sono di Napoli, e questa napoletanità mi appartiene e si mischia con il mio essere romano da quando sono piccolo.
Faccio il cameriere per pagare i miei studi universitari in Psicologia alla Sapienza dove sto per conseguire la Laurea Triennale.
La Laurea è il mio piano B nel caso il piano A dovesse fallire. Infatti sogno fin da piccolo di fare l’attore, il teatro è la mia più grande passione e voglio impegnarmi al massimo per realizzare ciò che desidero da sempre. È per questo che mi impegno anche in altri lavori, come lo steward o il modello, per pagare gli studi in ambito teatrale e fare in modo che la mia passione non pesi sulle spalle della mia famiglia e che sia quindi motivo di orgoglio per loro.

Alessandro Donati 

Mi chiamo Alessandro ,vivo a Bologna e ho 25 anni. La mia vita è fatta di molti interessi e attività diverse. Ciò che più le lega è il carattere sociale relazionale. Sempre più ho scoperto come per sentirmi soddisfatto del lavoro che faccio ho bisogno di avere un riscontro diretto di altre persone a cui mi rivolgo.
Questo desiderio mi ha spinto a confrontarmi con la formazione, la conduzione di attività e laboratori, la facilitazione, il dialogo e il confronto.
Per fare questo non ho avuto una formazione accademica ma un grande numero di progetti europei, nell’ambito di programmi come Erasmus Plus, a cui ho partecipato o che ho coordinato confrontandomi via via con i miei sbagli e capendo come migliorare.


Membro dell’Associazione Bel Quel di Bologna, un’associazione culturale di promozione sociale attiva nel campo delle politiche giovanili sul territorio del Comune di Sala Bolognese e sull’Unione Terred’Acqua. Specializzato in “Graphic recording” strumento di educazione non formale, facilitazione e dialogo che utilizzo nelle numerose attività di scambi e partecipazione giovanile.

Nonostante la dimensione europea del mio lavoro sento un forte attaccamento verso la mia città e la realtà locale a cui si rivolge la mia associazione, con la quale spero sempre di più di poter far qualcosa di utile per me e per la comunità.

Beáta Meszarosova

Mi chiamo Beáta e sono nata in Slovacchia, ho 29 anni. Sin da piccola sono stata molto creativa e forse anche per questo motivo i miei passi mi hanno portato al conservatorio a Bratislava dove ho studiato belle arti, più precisamente teatro musicale. L´arte, la musica e il teatro circondavano la mia vita anche dopo il conservatorio, quando ho deciso di andare all’Università di Costantino Filosofo dove ho continuato a studiare l’arte però questa volta in ambito educativo. Così sono diventata insegnante di teatro, arte e musica. Per un paio di anni ho lavorato come insegnante in una scuola elementare d’arte e nello stesso tempo recitavo a teatro. I ruoli principali, piccoli, buoni, strani, cattivi… cercavo di usare tutte queste esperienze per sviluppare e migliorare le mie capacità educative. È per questo che ho cercato nuove esperienze e ho deciso di partire come volontaria europea.


Sto infatti svolgendo il progetto di volontariato a Torino Take P-ART! Del centro Studi Sereno Regis, sul tema dell’arte come forma di educazione non formale. Era la mia occasione per venire in Italia, Paese da cui sono molto affascinata. Ho scelto questo progetto per avere così l’opportunità di sviluppare esperienze in ambito artistico connesse al mondo del sociale e arricchire profondamente la mia esperienza interculturale.
Ritengo importante l’esperienza che sto facendo soprattutto perché ogni giorno affronto nuove sfide acquisendo nuove competenze: ho capito che nella vita niente è impossibile, perché con questa esperienza sto anche imparando ad avere maggior fiducia in me stessa.

Francesca Frascarelli

Mi chiamo Francesca Frascarelli, ho 26 anni sono una studentessa di giurisprudenza e per il Servizio Civile lavoro presso il Dipartimento Sicurezza e Protezione Civile di Roma Capitale.
Sono nata a Roma, ma sono cresciuta ad Avezzano in provincia dell’Aquila in Abruzzo.
Mi sono diplomata al Liceo Classico e da subito mi sono appassionata agli studi umanistici. Giurisprudenza è stata una scelta semplice per l’università.
Oltre i miei studi hanno definito molto il mio percorso l’esperienza dello Scoutismo, di cui faccio parte ancora adesso come Capo.
Gli scout e i miei studi hanno coltivato il mio interesse nel sociale. Ho sempre sentito una spinta verso l’equità e volevo capire le motivazioni degli altri. Ho capito che era una passione per aiutare e connettersi con le persone, in particolare tra culture diverse. Vedo i diritti umani come un filo che ci collega tutti. Crescere in una piccola città omogenea mi ha ispirato a viaggiare in paesi stranieri e ad immergermi in nuove realtà. Fin dall’infanzia, ho sentito il desiderio di esplorare altre culture. Il mio interesse e abilità nell’apprendimento delle lingue coincide dal mio desiderio di comunicare ed empatizzare con le persone; nella visione dell’interazione e della cooperazione internazionale.

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